|
|

|
 |
|
 |
 |
 |
|
Medhat Shafik è nato in Egitto nel 1956. Dal 1976 vive e opera in Italia. Diplomato in pittura e scenografia presso l’Accademia di Belle Arti di Brera, dagli anni '80 partecipa con successo a molte rassegne artistiche nazionali e internazionali. La sua consacrazione arriva nel 1995, quando alla Biennale di Venezia il Padiglione Egitto, da lui rappresentato insieme a due artisti connazionali, viene premiato con il Leone d’Oro delle Nazioni.
Dal 1995 si susseguono le sue presenze in Italia e all’estero sia in spazi pubblici che privati: a Mantova, a Palazzo Ducale, al Museo della Repubblica di San Marino; a Gibellina poi inizia la realizzazione dell’opera monumentale Qanat, le rotte del cielo nell’ambito delle Orestiadi. Nel 1998 la città di Les Mans in Francia gli dedica una personale nel Centro Culturale L’Espal, nello stesso anno partecipa alla rassegna internazionale “Mediterranea” all’Hotel de Ville di Bruxelles.
Nel 1999 realizza l’installazione La via della seta in San Francesco a Como, curata da Alberto Fiz ed Elena Pontiggia; è presente con una personale ad Art Basel 30, e alla Galleria Comunale di Cervia con l’installazione Il risveglio della Fenice: Fuoco curata da Marisa Zattini, con presentazioni critiche di C. Cerritelli e M. Zattini. Nel 2001 espone alla Galleria d’Arte Contemporanea di Bad Homburg Englische Kirche in Germania, alla Galleria Civica d’Arte Moderna di Spoleto e all’Arengario di Milano. Nel 2002 inizia il nuovo ciclo di opere Sabbie, presentate da Marco Meneguzzo a Pietrasanta e a Milano, e partecipa a Glass Way, le stanze del vetro dall’archeologia ai giorni nostri, curata da Maurizio Sciaccaluga al Museo Archeologico di Aosta. Nel 2003 allestisce una personale alla Libera Accademia di Belle Arti di Brescia, e partecipa alla Biennale Internazionale de Il Cairo vincendo il The Nile Grand Prize.
continua
|
|
|
|
|